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Fase 1 : per
prima cosa ho tolto lo specchio e l’ho tenuto da parte per evitare che
si danneggiasse durante le
fasi della lavorazione. Ho, quindi, carteggiato, con carta vetrata molto
fine, la struttura in legno per permettere un migliore ancoraggio degli
elementi e delle vernici che avrei, in seguito, aggiunto. |

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Fase 2 : avevo
delle cornici in legno di diversa fattezza, recuperate da un lavoro di
restyling nella casa dei miei genitori; le ho tagliate a misura, con un
seghetto apposito, e le ho incollate lungo i bordi della specchiera
utilizzando una colla per legno a presa rapida e dei chiodini. |
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Fase3 : ho,
quindi, stuccato le eventuali fessure tra i punti di giunzione delle
cornici con la stessa colla. Dopo aver atteso la completa asciugatura ho
carteggiato le stuccature per uniformare il tutto. |
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Fase 4 : in seguito, ho steso su tutta la
superficie della specchiera (anche sugli inserti in lino) più mani di
gesso acrilico (la prima molto densa, le altre due diluendo con poca
acqua il prodotto),aspettando la completa asciugatura e sempre
carteggiando leggermente tra una mano e l’altra. |
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Fase 5 : ho
dipinto la specchiera, così preparata, con uno spray acrilico color
avorio, sommando leggere velature a distanza di qualche ora l’una
dall’altra (lo spray acrilico asciuga in fretta). |
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Fase 6
: ho lasciato, quindi, asciugare per bene l’ultima mano di vernice
(circa ventiquattro ore); nel frattempo ho pensato a cosa decorare negli
inserti di lino (diventati, ormai, un corpo unico con il resto).
Ero indecisa tra antiche
grottesche, paesaggi, ramages o tavole botaniche. Quest’ultima ipotesi
è quella che più mi ha affascinata.
Ho riprodotto, su carta,
le dimensioni dei tre riquadri, ho disegnato degli ovali e all’interno
degli stessi, prendendo spunto da vari libri di illustrazioni botaniche,
un lilium per il lato sinistro, un iris per quello destro e una peonia al
centro. Ho quindi riportato i disegni sulla specchiera utilizzando una
carta carbone molto consumata ( per lasciare una traccia appena visibile e
per non sporcare il fondo avorio).
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Fase 7 : con i colori
acrilici molto diluiti e con un pennello abbastanza grosso e morbido ho
dipinto gli sfondi degli ovali riproducendo un cielo. Ho lasciato
asciugare (pochi minuti) e sono passata a dipingere, con pennelli molto
piccoli e con velature sovrapposte di colori, ciò che avevo disegnato.
Per “sporcare” i colori e
conferire un aspetto antico alla pittura, uso, a volte, diluire gli stessi
con del mordente noce molto leggero.
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Fase 8 : dopo
aver decorato gli inserti ho passato sulle cornici delle patine
anticanti: color terracotta per quelle interne e color azzurro polvere per
quelle grandi esterne. Ho dato, quindi, a tutta la
specchiera una mano di cera bituminosa.
Il bitume, liquido oppure a
cera, come le patine anticanti colorate, viene dato con uno straccetto di
cotone, lasciato penetrare nelle fessure, e poi subito tolto con
un altro straccetto pulito. Molto spesso, tra una fase e
l’altra del lavoro, uso proteggere lo stesso con una velatura di spray
acrilico trasparente opaco: questo per evitare sbavature delle patine o di
alcuni colori che tendono a non fissarsi bene. Le vernici che adopero sono
spesso all’acqua e quindi sommabili tra di loro senza problemi.
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Fase 9: a completa asciugatura (il giorno dopo) ho passato su tutta la specchiera
una mano di finitura cerata opaca. |
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